Importanza economica

La ricchezza in acque del fiume tevere ha fatto si che, fin dai tempi più antichi, tale risorsa venisse utilizzata per produrre energia idraulica, sfruttata per i più diversi usi e come tale, di importanza determinante nello sviluppo di attività economiche essenziali per la nostra vallata. Per la produzione di tale energia vennero realizzati canali di derivazione (reglie) che portavano l'acqua anche in zone lontane dal corso del fiume, permettendone sia l'uso per scopo irriguo che per l'azionamento di mulini.

Tale complesso lavoro fu al centro del fiorente sviluppo di attività agricole tipiche della civiltà contadina, dominante nell'alta valle del Tevere per molti secoli. Particolarmente significativa fu la coltivazione e la lavorazione del "guado", per il quale S.Sepolcro rappresentava zona di rifornimento per l'intera Toscana per l'ottima qualità del prodotto.

Insieme a questa coltivazione, fiorente era anche quella dei cereali che, assieme al guado, richiedevano, nel processo di utilizzazione, l'intervento del mulino nell'opera di macinatura. In realtà la maggior parte dei mulini della zona aveva due macine destinate, l'una alla lavorazione del guado e l'altra a quella dei cereali.

A prova di tale complessa e significativa attività dei mulini se ne possono citare due, l'uno (Mulin d'Agnolo) nel territorio di Anghiari, testimonianza legata ad un passato più lontano, il secondo (Mulino di Valle) più vicino a S.Sepolcro e attivo fino a pochi decenni fa.

- Mulin d'Agnolo

Pianta dei beni di Mulin d'Agnolo

libro di piante del 1667 terza filza N° 215

Archivio storico della Fraternita S. Maria del Borghetto (Anghiari).

Tale pianta fu eseguita per una controversia sull'eredità di Angelo Prosperi di Citerna. In questa si può rilevare la collocazione centrale del mulino rispetto agli appezzamenti di terreno agricolo circostanti e la valorizzazione che ad essi deriva dalla possibilità di irrigazione collegata alla reglia.

- Mulino di Valle

Ubicazione planimetrica di Mulino di Valle

Il Mulino di Valle è il secondo della fila degli 11 mulini della Reglia di Anghiari. Tale mulino continuò ad avere nel tempo una attività particolarmente intensa, con la conseguente necessità di operare delle notevoli trasformazioni, che sono documentate nelle diverse fasi fino alla situazione finale del 1914. Tale documentazione che si trova presso l'Ufficio del Genio Civile di Arezzo e che è costituita da una relazione scritta completata da disegni, la quale attesta che fino al 1905 il mulino aveva un solo palmento. Nel 1905 venne installato un secondo palmento e nel 1914 il Mulino di Valle, unico tra gli 11 della reglia, realizzò l'impianto di una turbina a reazione tipo Francis ad asse orizzontale della portata di 600 litri al minuto. Probabilmente la turbina venne installata dall'Amministrazione Corsi-Bartolomei che gestiva il Mulino di Valle insieme a Mulin Bianco, per fare fronte ad esigenze di molitura che si andavano accrescendo.L'intensa attività produttiva è testimoniata dai numerosi riconoscimenti di merito ottenuti dall'Amministrazione Corsi-Bartolomei con l'assegnazione di diverse medaglie negli anni immediatamente precedenti il 1914, come risulta dalla riproduzione della carta intestata, a fianco riportata.