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L. Taglieschi Memorie Historiche e Annali della Terra d'Anghiari , ms. sec. XVII, in: Archivio del convento dei Servi di Maria di Sansepolcro. Parte 1, Libro IV, n.52. |
| "il fiume Tevere fino al 1197
scorreva vicino ad Anghiari poco più di un miglio nelle
basse traversando la villa di S. Leo; ma avendo alzato
tanto il suo letto che lacque piovane che vi
scolavano ... ... rendevano perciò inutili e paludose
quelle pianure ... ... risolverono di consenso comune ... ... di dare nuovo letto al fiume nella più bassa parte di quelle campagne ... E cosi i borghesi lo ritirarono vicino alla lor terra ... e agli Anghiaresi per il benefizio fatto ai Borghesi della concessione del fiume fu permesso di allargare i confini ..." |
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L. Taglieschi, op. cit., Parte 1, Libro IV, n. 70. |
| "... alla terra di Anghiari per essersi discostata come sopra dal fiume Tevere mancò la comodità dei mulini; laonde con istrumento, rogato il 24 Luglio 1228 da Ser Giovanni di Tancredi di Anghiari notaio imperiale, il Comune di Anghiari e quel di Citerna col Conte di Montedoglio convennero di designare, come la designarono, una gora, o canale, che uscisse a dirittura da Montedoglio al fiume Tevere, e scorresse quasi per mezzo del piano e andasse a terminare in quel di Citerna. E vi furono fabbricati undici mulini con grande spesa dei contraenti da servire ad Anghiari, a Citerna, al Borgo, a Monterchi e a tutte le Ville convicine. Ma il Conte di Montedoglio non permise che la chiusa del Tevere per mandar lacqua in detta gora si murasse, ma che si facesse una stecconata di pali e sassi." | ![]() |