Storia e distribuzione nel territorio
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I primi documenti che attestano la presenza dei mulini nel territorio circostante al Tevere, risalgono al XIII secolo (A.S.F., DIPLOMATICO, S. SALVATORE DI CAMALDOLI: Anghiari 28 Gennaio 1269, Anghiari 4 Ottobre 1285) ed il termine Acquaviola con cui viene indicato il corso d'acqua lungo il quale erano funzionanti, fa pensare che fossero sia a guado (cioè gualchiere per la produzione di un colorante di stoffe), sia a granaglie. Non resta in zona alcuna traccia di gualchiere, la cui attività è andata declinando e scomparendo in relazione al cambiamento delle produzioni agricole. |
Stemma dei conti di Montedoglio |
Numerosi invece sono i documenti, reperti e testimonianze riguardanti i mulini a granaglie, la cui attività è continuata |
intensa fino agli anni '50, per poi entrare in crisi fino a che,al momento attuale ne rimane in funzione uno solo: il Mulin di Catorcio.Particolarmente significativa è la testimonianza dello storico Taglieschi (sec XVII) che nella sua opera ricostruisce l'origine della reglia di Anghiari (1228) che doveva assicurare l'approvvigionamento dell'acqua alla comunità anghiarese in seguito allo spostamento del corso del Tevere avvenuto nel 1197. Tale reglia ha avuto un'importanza fondamentale nella storia e nello sviluppo economico della zona, se si considera la sua eccezionale lunghezza (circa 10 km) e il numero di mulini che azionava (11), nonostante il livello di pendenza non molto elevato.
Questa reglia, realizzata per concorde volontà delle massime autorità locali del tempo, aveva origine in località Montedoglio, scorreva al centro della vallata, per terminare nella zona di Citerna e comprendeva i seguenti 11 mulini: Mulin di Catorcio, Mulin di Valle, Mulin del Comune, Mulin Bianco, Mulinello, Mulinuzzo, Mulin di S.Leo, Mulin di Spino, Mulin di S.Fista, Mulino Boncompagni e Mulino di Pistrino.
In tempi successivi fu realizzata dai Borghesi in località S.Croce, a valle di quella di Anghiari, un'altra reglia dal fiume Tevere di più breve percorso che avrebbe dovuto garantire il funzionamento di 4 mulini. Trovandosi la reglia del Borgo a valle di quella di Anghiari, nei periodi di magra, venendo tutta l'acqua deviata verso la reglia di Anghiari, i Borghesi non riuscivano a far funzionare i loro 4 mulini. Da tale situazione derivò tutta una serie di contrasti tra le due comunità di Borgo e Anghiari che determinarono delle conseguenze giudiziarie, prova dell'importanza economica dell'attività dei mulini. Si riportano, a conferma di quanto sopra detto, le immagini di due piante realizzate per derimere tali controversie. da due famosi ingegneri granducali: Gio. Francesco Cantagallina, che fu anche ingegnere militare di Filippo IV di Spagna, e S. Piccioli, conosciuto per i suoi trattati di idraulica.
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Disegno a penna su carta, colorato - Realizzato da Giovan Francesco Cantagallina nel 1638- Sansepolcro Coll. privata |
| Pianta del primo tronco della gora d'Anghiari, dalla steccaia di Gorgabuia sino al Mulin di Catorcio - S. Piccioli 1780 - Anghiari Coll. privata. |
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